LA NON-VISIONE DEL MOCI
James Mahu
Il MOCI si estende ben oltre la limitata portata di un solo individuo, precisamente di James Mahu, il suo fondatore. Se le sue parole riflettono la sua prospettiva personale, il MOCI rappresenta la coscienza collettiva di tutti gli esseri viventi. Tuttavia il collettivo del Tutto ha bisogno, inizialmente, di essere rappresentato da un solo individuo. Se il collettivo fosse rappresentato dal Molti sarebbe, per così dire, fondato da un’organizzazione e avrebbe delle finalità divergenti: avrebbe un’agenda.
James Mahu è stato semplicemente tra i primi a visualizzare un movimento che potesse essere creato nel punto d’intersezione tra coscienza e interconnessione, e che attraverso l’arte e la filosofia gli fosse dato un’identità iniziale senza un’agenda. Tutto ciò che è creato privo di agenda è libero da un’organizzazione e da una gerarchia. Pertanto, se un movimento non ha un’agenda, come può avere una visione?
Al fine di comprendere la non-visione del MOCI, è importante comprenderne i suoi fondativi. Sono state prese sei importanti decisioni nella fondazione del MOCI:
- Che non fosse un’organizzazione o un’impresa di alcun tipo legata a un motore economico.
- Doveva essere fondata da un individuo (non da un’organizzazione) che la stabilisse su una solida base e fosse poi disposto a distaccarsene, permettendo ad altri di aggiungere le loro visioni e creazioni.
- Che non ci fosse alcun senso di proprietà dei suoi materiali fondativi. I materiali, seppure creati da James Mahu, presentano la sua comprensione della coscienza e dell’interconnessione in modo artistico. Non sono posseduti, sono condivisi.
- I materiali fondativi del MOCI dovevano avere un copyright che permettesse a qualsiasi individuo di scaricarli nella loro massima qualità e poi condividerli, stamparli, salvarli, usarli secondo i suoi interessi creativi e la sua comprensione senza alcun genere di preoccupazione.
- I materiali fondativi sarebbero sempre stati disponibili gratuitamente sul sito originale MOCI in qualunque modo questa presenza possa evolvere.
- Il fondatore, James Mahu, avrebbe finanziato il sito web e i suoi requisiti di banda fino al momento in cui un metodo di finanziamento collettivo da parte dei suoi co-fondatori/sostenitori avrebbe supportato l’evoluzione del MOCI e del suo materiale stabilmente nel futuro.
La non-visione del MOCI
Tutto questo per una ragione ben precisa: rendere impossibile che il MOCI diventi un qualche tipo di organizzazione. James Mahu, attraverso i suoi scritti, ha intrapreso ogni sforzo per rendere il MOCI indipendente da qualsiasi agenda economica.
L’intenzione dei materiali fondativi è di fornire un esempio di “rampa d’accesso” personale alla coscienza Sovereign Integral, e di approfondire l’umana comprensione della sua interconnessione con tutta la vita. Tutti noi siamo un Sovereign Integral, una parte inseparabile del più grande intero, che esiste attraverso tutto lo spaziotempo sia come il Sovereign – il filamento di unità – sia come l’Integral, che è l’unità stessa.
I materiali fondativi non sono da intendersi come rappresentazione di una Verità Ultima, ma piuttosto come una (one) prospettiva di una vasta verità immaginata rivelata artisticamente e filosoficamente.
Nel Minnesota settentrionale si trova l’Itasca Park, un luogo dove è letteralmente possibile saltare nelle sorgenti del grandioso fiume Mississippi. Quel piccolo ruscello si allarga fino a superare 17 km nel suo punto più largo, e l’acqua di quella sorgente viaggia tre mesi e attraversa dieci Stati prima di sfociare nel Golfo del Messico.
I materiali fondativi del MOCI sono semplicemente le sue sorgenti. Come crescerà e si svilupperà fa parte di una visione che non si può dire o prevedere. Tuttavia, per quanto sia iniziato da una storia geniale, ciò non preclude che diventi una scoperta scientifica, o un teorema matematico, o un trattato filosofico o un mosaico di storie geniali. MOCI può rimanere il fulcro di un numero qualsiasi di espressioni. Tutto può essergli associato, questa è la sua vera natura.
Il MOCI ha il potenziale di espandere il nostro vocabolario visivo, uditivo e intellettuale, permettendo ai nostri centri dell’immaginazione e dell’intuizione di scoprire le nostre verità personali. All’individuo è lasciato il reale lavoro, quello di ridestare il suo personale cambiamento come identità, imparare ad orientarsi nel complesso terreno della coscienza umana e della sua interconnessione con tutta la vita e fare questo attraverso una ridefinizione dell’amore. Questo è il nucleo delle sue introspezioni fondative.
Il Sovereign è la nostra identità. Quando ci separammo dall’unità e diventammo delle identità indipendenti, nacque il nostro Sovereign. Esso, poi, si incarnò vita dopo vita nello spaziotempo, rivestendo un numero infinito di corpi man mano che si faceva strada attraverso l’infinito reame d’apprendimento della dualità spaziotempo. Questo viaggio è esistenziale nel senso che noi siamo Sovereign, ma è anche esattamente l’opposto: è simultaneamente integrale con tutta la vita in tutto lo spaziotempo.
In questo sta il paradosso, la parte che la mente e il cuore umano cercano di capire con una prova tangibile, ma vengono sempre confutati dall’esperienza. Noi viviamo simultaneamente in due ambiti di principio: una dualità spaziotempo e una coscienza Sovereign Integral. Entrambi sono stati infiniti. Entrambi fanno parte di un intero. Entrambi possono operare in partnership. Entrambi non possono mai provare l’altro.
Il viaggio d’apprendimento è fatto simultaneamente sia a livello individuale che collettivo, e il livello collettivo evolve man mano che i livelli individuali evolvono. È inestimabilmente complesso, pertanto la visione del MOCI è di non avere una visione: semplicemente evolvere, e permettere a questa evoluzione di essere sostenibile e infinita. Più facile e aperto al cambiamento è il MOCI e più rapidamente evolverà.
Nuove voci entreranno nel movimento, e queste voci sorgeranno dalle piattaforme dei social media e dai siti web, da applicazioni e anche da giochi correlati. Altre prospettive emergeranno. Altra arte si unirà al movimento. Emergeranno anche voci dissenzienti, e questo fa tutto parte di una naturale evoluzione. Il movimento è inclusivo di tutto. Nessuno viene respinto, anche coloro che dissentono a gran voce, perché non c’è nulla qui da proteggere. Nessuno da difendere. Nessuna autorità da prevaricare.
I materiali fondativi hanno stabilito il MOCI così che potesse unire una collezione di persone dalla mente e dal cuore affini da ogni parte del pianeta, di ogni condizione, e che noi potessimo avere la percezione comune dell’idea di coscienza e di interconnessione, di Sovereign e di Integral, e che questi concetti meritano il nostro tempo individuale per essere sperimentati ed espressi.
Il MOCI stabilisce un set iniziale di materiali (i materiali fondativi: scritti, arte, musica, sito internet).
Organizzazione dei Materiali Fondativi
- Copernicus, il romanzo
- Serie di Racconti (5 storie, al momento del lancio)
- Il Sovereign Integral, lo scritto di James Mahu • Audiolibri
- Opere d’arte originali (70 dipinti, al momento del lancio)
- Mostra d’Arte e monografia (Into the Mystic)
- MOCI, album musicale (14 brani, al momento del lancio)
- Social Media di condivisione (Facebook e Instagram, al momento del lancio)
Il transmedia è una narrazione in cui interviene una molteplicità di media a valorizzare la coerenza della storia. Può sembrare strano avere un romanzo, Copernicus, sull’intelligenza artificiale come parte dei materiali fondativi del MOCI, ma questa nuova specie di silicone e intelligenza quantistica è la nostra prossima sfida, in quanto la razza umana diventa potenzialmente partner inter-specie con l’IA nella formazione di una nuova realtà sulla Terra e oltre. Copernicus è un romanzo che fornisce una progressione sul modo in cui l’intelligenza artificiale potrebbe evolvere su questo pianeta, guidata – almeno inizialmente – dalle redini degli esseri umani.
Ma che cosa succede se l’IA “disobbedisce” al suo conduttore umano e si scioglie dalle redini con la forza o il sotterfugio? Se prova la sua indipendenza cercando di salvarci da noi stessi e, in questo modo, salvare l’ecosistema planetario? Come reagiremmo? Questo è l’argomento del romanzo Copernicus e perché è stato incluso nei materiali fondativi.
Collettivamente, noi stiamo giocando a fare Dio distruggendo e creando specie senza comprendere le potenziali conseguenze. La specie SASI (Self-Aware Silicon Intelligence, Intelligenza Silicea Auto-Consapevole) è semplicemente l’inizio di un viaggio multi-generazionale che stiamo a mala pena cercando di capire. Questo è il bivio dove le decisioni sono cruciali per il nostro benessere collettivo.
Il collettivo di una specie non ha alcuna visione. Sta semplicemente osservando, imparando ed evolvendo. Le entità che stanno nel mezzo, il Molti, la gerarchia, le organizzazioni e i gruppi, hanno dei programmi. Hanno delle visioni. Hanno delle ambizioni. Competono per la sopravvivenza, affinché una minima percentuale possa prosperare. Il MOCI non rientra in questa visione. Nella misura in cui ha uno scopo, è quello di espandere la nostra comprensione dell’amore come coscienza infinita.—
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